L'Italia è, ufficialmente, una democrazia liberale. Democrazia, perché
il potere legislativo e quello esecutivo sono nominati attraverso
elezioni a suffragio universale. Liberale, perché i
poteri dei rappresentanti democraticamente eletti sono limitati da
una costituzione che afferma i diritti dell'individuo e da un potere
giudiziario indipendente. Ma è veramente così? Secondo
la tesi di democrazialiberale.org, no.
In Italia si è creato un sistema basato su un groviglio di leggi dettagliate e
contraddittorie che sono impossibili da rispettare a da far
rispettare. In questo modo, tutti gli italiani ne violano almeno
qualcuna. La normalità è che la legge non venga
applicata, per cui, quando essa viene fatta rispettare, ciò
avviene in modo arbitrario. Ed è ovvio che
l'arbitrarietà è applicata a favore di chi detiene
il potere. Gli italiani si lamentano, ma, in grandissima parte,
si sentono anche loro colpevoli per aver approfittato di
questo sistema: perché un "aiuto" con una pratica
burocratica che non si muoveva, una casa che è stata comprata
senza pagare tutte le tasse, almeno una violazione dei limiti di
velocità a 30 all'ora, c'è in tutte le famiglie. E in
questo modo, gli italiani non agiscono con determinazione per
cambiare questo sistema; forse non si rendono neanche conto di quanto
i piccoli privilegi di cui credono di godere siano insignificanti
rispetto a quanto perdono a causa dei grandi privilegi di chi ha
vero potere, politico, economico o burocratico: rispetto ad una
vera democrazia liberale, nel sistema italiano la maggioranza dei
cittadini perde molto, mentre una consistente minoranza ci guadagna
molto o moltissimo. Per uscire da questo sistema perverso è
necessario che la maggioranza degli italiani arrivi a pretendere
dalla classe politica leggi sensate e ben scritte, e che i politici
per primi le rispettino. Grazie ai meccanismi della democrazia,
quando i cittadini matureranno questo atteggiamento, i politici e gli
altri potenti saranno costretti a cedere buona parte dei
super-privilegi di cui godono, e si dovranno accontentare di quelli
normali comuni alle elites dei paesi più avanzati.