Il manifesto ora ha il sito sito: www.manifestoTRL.org. Andate là per leggere l'ultima versione e per aderire.
Una proposta pratica, sia per chi si candida a qualunque carica politica, sia per gli elettori, basata sui tre principi TRL: Trasparenza, Rinuncia ai privilegi, Lealtà alle scelte degli elettori. Lo scopo della proposta è ricostruire un rapporto di fiducia tra elettori ed eletti, per ridare slancio alla democrazia in Italia.
Trasparenza
In Italia, i sistemi di controllo che dovrebbero garantire il rapporto di fiducia tra elettori e politici non funzionano. La credibilità dei politici è così bassa, che oggi tantissimi elettori applicano a loro la presunzione di colpevolezza: ogni accusa rivolta ad un politico viene ritenuta vera, salvo prova contraria. Per i rappresentanti che vogliono meritarsi la fiducia dei rappresentati, per poter godere dell'appoggio degli elettori in un'azione riformatrice efficace, l'adesione volontaria al principio della trasparenza, anche a costo di rinunciare ai normali diritti di privacy, è una necessità. Noi proponiamo ai politici che vogliono aderire al Manifesto di rendere pubblici, nel momento in cui si candidano a qualunque carica istituzionale:
Per gli eventi successivi al momento della candidatura, il candidato ha 5 giorni di tempo per pubblicare le nuove informazioni. Tutte le informazioni verranno riportate in un sito internet accessibile al pubblico, con una pagina dedicata ad ogni candidato aderente. Chiediamo inoltre che, se sottoposti ad indagine giudiziaria, i candidati che vogliono rimanere al loro posto esercitino il diritto alla difesa, ma senza mai porre ostacoli per l'acquisizione di informazioni da parte della magistratura, siano esse intercettazioni, rogatorie internazionali o di altro tipo. In cambio di questo impegno alla trasparenza, il Manifesto TRL propone di mettere e disposizione dei candidati aderenti un Comitato di Garanti a cui appellarsi nel caso in cui vengano accusati di violazione delle regole sopra elencate, in modo da potersi difendere agli occhi degli elettori.
Rinuncia
Il fatto che i politici possano determinare da soli i propri benefici economici, pagati dalla collettività, è uno dei privilegi vissuti come più ingiusti dagli elettori ed uno dei maggiori motivi di sfiducia. In nome del principio della Rinuncia volontaria ai privilegi, i candidati e gli eletti si impegnano a rinunciare a questa possibilità, senza aspettare che si trovi l'accordo di tutti per ridurre i privilegi per legge. Prendendo come riferimento Francia, Germania e Regno Unito, tre Paesi comparabili all'Italia e sui quali la politica italiana non può esercitare pressioni, il candidato aderente al Manifesto si assume questo impegno: se da eletto avrà diritto a ricevere più soldi della media di quanto riceverebbe per la carica equivalente nei tre Paesi sopra nominati, tutta l'eccedenza la verserà mensilmente in un conto corrente indicato dai Garanti, i cui movimenti saranno pubblicati automaticamente su internet e quindi controllabili dagli elettori aderenti al Manifesto. Lo stesso farà con pensione o vitalizio maturati prima dell'età minima per la pensione di vecchiaia in vigore per i lavoratori dipendenti. I soldi presenti sul conto verranno inviati, con cadenza semestrale, ad una associazione per la ricerca medica o scientifica senza fini di lucro e non legata ad organizzazioni politiche, scelta a maggioranza dagli aderenti al Manifesto. Ogni ritardo nel versamento sul conto verrà segnalato nella pagina personale dell'eletto, in modo che gli elettori possano sempre controllare chi rispetta gli impegni presi e che, in cambio, chi li rispetta possa dimostrare ai suoi elettori la serietà del suo impegno.
Lealtà
Per poter avere fiducia nella politica, gli elettori devono essere in grado di scegliere tra alternative chiare, e poter controllare l'effetto del voto dato. La scelta può essere chiara se si può votare per un programma comprensibile, ma anche per una persona che ne sia garante e sia responsabile della sua applicazione. Il Manifesto TRL guarda alle primarie a tutti i livelli come metodo per restituire agli elettori la scelta non solo sui programmi, ma anche sulle persone che devono realizzarlo. In particolare, per le cariche esecutive (Presidente del Consiglio, Sindaco, etc.), il Manifesto promuove la scelta di un candidato con un programma dai contorni ben delineati attraverso primarie di partito o di coalizione. Ai candidati aderenti al Manifesto viene richiesto il rispetto del principio di Lealtà alla scelta effettuata dagli elettori attraverso queste primarie. Quando il candidato scelto attraverso primarie vince le elezioni ed accede alla carica esecutiva a cui si era candidato, gli eletti aderenti al Manifesto facenti parte del suo partito o coalizione si impegnano, limitatamente ai temi del programma con cui il candidato ha vinto le primarie, a seguire sue eventuali indicazioni di voto nelle assemblee elettive di cui l'aderente fa parte. Tutti i voti dati in contrasto con tali indicazioni verranno segnalati con evidenza ed in modo indelebile nella pagina dedicata all'operato degli aderenti al Manifesto; lo stesso avverrà con eventuali astensioni, se risulteranno decisive per l'esito della votazione. In tale modo gli elettori potranno capire se un eventuale fallimento del programma sarà da attribuire a chi ha vinto le primarie, o ad una mancanza di sostegno da parte della sua coalizione, ed esattamente di quali eletti, e valutare se votarli nuovamente nelle successive occasioni.
Il Manifesto vuole aiutare l'elettore nell'attribuzione delle responsabilità, ma senza bloccare il dibattito e senza favorire l'ipocrisia: per questo motivo l'aderente che si trovasse, per il principio di lealtà, a dover votare secondo l'indicazione del vincitore delle primarie, pur non essendo personalmente d'accordo con tale indicazione, ha il diritto ed il dovere morale di manifestare il suo disaccordo e spiegare quale sarebbe stata la sua scelta alternativa. Il Manifesto mette a disposizione il sito per pubblicizzare tali prese di posizione, in modo tale che il vincitore delle primarie si assuma da solo di fronte agli elettori la responsabilità del provvedimento varato in base alle sue indicazioni.
Comitato dei Garanti
Il Comitato non è un organo giudicante e non può prendere decisioni vincolanti per i candidati aderenti. Il suo scopo è di costituire un punto di riferimento per gli elettori per aiutarli a giudicare da soli quali candidati sono degni della propria fiducia, e trarne le conseguenze al momento del voto; in questo senso, il comitato ed il sito web suppliscono al ruolo che la nostra stampa non è in grado di assolvere. Nel caso in cui un candidato venga accusato di violazione del codice di trasparenza, l'accusa verrà riportata integralmente sul sito, come “accusa pendente”, nella pagina dedicata al candidato, che avrà diritto a far pubblicare la sua posizione con lo stesso rilievo dato all'accusa. Entro due settimane, se il candidato nega le accuse ed esse non vengono ritirate, i Garanti si riuniranno (fisicamente o, se impossibilitati, in teleconferenza) per sentire chi ha presentato l'accusa ed il candidato con la sua difesa; tutto ciò che verrà detto sarà reso pubblico sul sito. Entro un'altra settimana, ogni Garante dovrà rendere nota la sua decisione in merito all'accusa: vera, falsa, o giudizio sospeso, con una spiegazione sulla decisione. La decisione di ogni Garante rimarrà visibile sulla pagina del candidato, insieme all'accusa: in questo modo ogni elettore si potrà regolare, nei casi in cui non ci sia unanimità, in base alla fiducia che nutre per i singoli garanti, rendendo praticamente impossibile insabbiare un'accusa. In particolare:
Il Comitato dei Garanti sarà formato da sette persone. Ogni candidato aderente al Manifesto avrà diritto ad indicare due personalità note di sua fiducia come candidati per il ruolo di Garante. Tra le dieci personalità che avranno ottenuto più indicazioni da parte dei candidati, ogni elettore aderente al Manifesto voterà le due di cui si fida di più. Le tre più votate che accetteranno il ruolo entreranno a far parte del Comitato. Gli altri quattro Garanti saranno eletti direttamente dal voto degli elettori aderenti al Manifesto, ognuno dei quali potrà indicare due personalità note di sua scelta, con l'unico vincolo che non siano iscritti a partiti politici.
* Al Manifesto non può aderire come candidato chi ha subito condanne passate in giudicato per [reati monetari, contro la pubblica amministrazione, terroristici e di stampo mafioso - bisogna trovare le formulazione legalmente corretta]
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