IL VOTO DI MIDTERM DIMOSTRA LA FORZA DELLA DEMOCRAZIA

IL VOTO DI MIDTERM DIMOSTRA LA FORZA DELLA DEMOCRAZIA

di Giuseppe Gullo

     Le regole della Democrazia riconciliano coloro che in esse credono con la convinzione che è il sistema che offre ai cittadini le massime garanzie possibili di libertà e di autodeterminazione . Questo vale sempre qualunque sia il risultato. Vale nel caso della sonora sconfitta dell’attuale Presidente USA e avrebbe avuto un identico significato anche nel caso in cui l’esito del voto fosse stato del tutto diverso. L’importanza del voto popolare prescinde dalla parte che risulta vincitrice, ha un valore assoluto sebbene gli effetti siano opposti.

     Quale altro sistema consente che in modo pacifico e libero il popolo sconfessi o confermi l’operato di chi legittimamente lo rappresenta? Nessuno, e in ciò si sostanzia la grande forza di un sistema certamente migliorabile ma che fino a oggi non ha l’eguale.

     Il fatto è che nonostante tutti i pericoli di interferenze mediatiche e tecnologiche, dei sostegni di chi controlla i meccanismi dell’AI e con essi le nuove frontiere della conoscenza, quando il popolo sceglie con il voto segreto, a suffragio universale e libero il responso è inequivocabile e inappellabile.

     Vedremo nelle prossime settimane gli effetti del voto sulla politica estera ed interna di Trump. Considerato il personaggio e tenuto conto della sua imprevedibilità, è molto difficile fare previsioni. Quello che è certo è che al Presidente non sarà possibile andare avanti sulla strada della minaccia, della sconfessione degli alleati, dell’imposizione a ogni costo e comunque del primato americano su tutto e tutti. Il fatto di rappresentare solo una minoranza del popolo e per converso la certezza della contrarietà di un’ampia maggioranza di cittadini americani lo costringerà ad assumere decisioni più ponderate e responsabili.

     Cambia molto anche per L’Europa e per il nostro Paese. Nei due anni trascorsi dal suo insediamento Trump ha scardinato i pilastri sui quali si reggevano gli equilibri geopolitici mondiali. Gli esempi sono innumerevoli. Per quanto riguarda da vicino l’Italia e l’Europa la sconfessione dell’alleanza nordatlantica e l’annuncio del disimpegno americano hanno messo in crisi le scelte e le strategie dei Paesi Nato in tema di sicurezza dei confini e dell’integrità territoriale delle nazioni. Da qui la richiesta comunitaria di aumentare la spesa militare fino al 5% del Pil sottraendo consistenti risorse a servizi di grande rilievo sociale come sanità e scuola. Tutte le iniziative militari degli USA sono state assunte senza alcuna consultazione con gli alleati compresa la GB da sempre costante riferimento e partner delle amministrazioni americane.

     Sul piano economico la politica protezionistica con alti dazi sui beni importati e ancor di più le guerre, decise unilateralmente, che hanno dato origine all’aumento del prezzo delle fonti energetiche, hanno causato la lievitazione dei prezzi, il preoccupante aumento dell’inflazione con la crescita del disagio sociale che è una concausa delle manifestazioni di protesta che si sono svolte in molte città europee.

     Per un altro verso la pubblica sconfessione degli organismi internazionali concepiti per risolvere pacificamente i conflitti tra gli Stati , tra cui l’Onu definito un inutile carrozzone, ha fatto sì che quel poco che restava in piedi del diritto internazionale si frantumasse lasciando via libera ad una giungla nella quale è solo la forza che conta.

     Il voto di metà mandato non è la panacea e non potrà risolvere i grandi problemi che stanno di fronte alla comunità internazionale. E’pero’ un segnale forte e chiaro in direzione di una politica di confronto e cooperazione, che persegua la fine delle guerre e la riaffermazione del primato della democrazia rispetto ad ogni altro sistema.

Immagine generata con IA (Google Gemini)

 

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