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Dopo più di 200 giorni il niente, anzi i danni

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Articolo di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno

Dopo più di 200 giorni si può affermare con cognizione di causa che, per l’economia dell’Italia, questo Governo è andato oltre ogni aspettativa.
Infatti per la crescita economica, come si prevedeva facilmente, non solo questo Governo non ha fatto nulla, ma si è superato, ed è riuscito a causare solo danni.
La gravità delle conseguenze di codesti danni si valuteranno nel tempo, a cominciare dagli effetti del “reddito di cittadinanza” sul mercato del lavoro e passando poi agli effetti dell’ondivago andamento dello Spread delle scorse settimane sul costo del credito per le aziende e sul costo e sulla disponibilità di mutui per le famiglie.
I dati economici del 2018 dicevano che il Pil era leggermente diminuito rispetto a prima.
Quando era uscita la stima preliminare dell’Istat sul Pil italiano, il premier Giuseppe Conte si era affrettato a precisare che l’Italia stava rallentando “ma non per colpa nostra”. È l’Europa che rallenta, diceva l’autoproclamato “avvocato difensore del popolo”, ma i dati economici definitivi hanno evidenziato una storia differente.
Il calo del Pil viene dal calo della domanda interna privata, cioè dal calo degli investimenti e dal calo dei consumi, sia di quelli durevoli che di quelli non durevoli, mentre la componente estera è tornata a crescere (+1 per cento circa rispetto a prima, dopo alcuni trimestri molto negativi).
Non è proprio tutta l’Europa che rallenta, ma solo l’Italia e la Germania, al contrario della Francia e della Spagna – come il resto del mondo – che continuano a crescere, il che non descrive un quadro di un’Europa o di un mondo che sta entrando in recessione. Chi rischia di entrare veramente in recessione è l’Italia.
Come è vero che i numeri negativi della Germania frenano sicuramente il nostro export, non sussiste alcuna scusante per l’andamento negativo dei consumi e degli investimenti interni.
Le aspettative delle imprese e dei manager che fanno gli acquisti sono negative da mesi.
La riprova di ciò consiste nel fatto che la legge di bilancio varata dall’attuale compagine governativa è stata valutata perniciosa non solo dalla Commissione Europea, ma anche e soprattutto dagli italiani, dalle loro imprese e dalle loro famiglie che hanno ridotto rispettivamente i propri investimenti e consumi.
Quando l’attuale Governo finirà di declinare la propaganda politica anche nel merito delle scelte e delle strategie riguardo alle proprie politiche economiche, diventando così realisticamente più rispettoso del benessere degli italiani e dei loro soldi, non sarà mai troppo tardi….
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