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Un giorno dispari per l’Italia

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Un uomo politico francese, se ben ricordo, amava distinguere i giorni in cui si realizzavano eventi positivi da quelli negativi chiamando i primi “giorni pari” ed i secondi “giorni dispari”.
Ecco, ieri per il nostro paese è stato un giorno dispari. È la prima volta, da quando è stata costituita l’Unione Europea, che l’Italia, uno dei sei Paesi fondatori, viene guardata con sospetto e avvertita lontana dal “progetto Europa”.
Moscovici, ministro della Commissione europea, nella lettera con cui viene comunicata la bocciatura del Documento programmatico di bilancio, afferma che l’Italia “sta andando coscientemente contro le regole dell’Unione europea e gli impegni presi”. Affermazione che evidenzia come l’Unione europea ritenga che la posizione rigida assunta nei confronti delle indicazioni inoltrate dalla Commissione europea per la stesura del Documento programmatico di bilancio, sia non solo consapevole ma anche strumentale.
Affermazione, certamente, preoccupante! Ma ciò che preoccupa di più sono le posizioni assunte dai nostri governanti. Conte (il Presidente del Consiglio), mentre lo spread sale a 318, dichiara: “la manovra non ha un piano B e fra tre settimane (tempo concesso dalla Commissione per correggerla) sarà presentata così com’è”.
Salvini, usando un linguaggio che pensavamo di non sentire più, dichiara: “indietro non si torna!”. Di Maio, sempre pronto ad accodarsi, dichiara: “Nessuna nuova bozza del Documento programmatico di bilancio sarà presentata”.
Una prova di forza irresponsabile da parte di chi, evidentemente, lavora per tornare alle sovranità nazionali contrapposte! Una prova di forza contro tutti gli Istituti di ricerca che si sono pronunciati negativamente, una prova di forza, di fatto, contro gli interessi del popolo per il quale hanno previsto una manovra assistenzialistico-clientelare che aumenta il debito pubblico che ci vede al secondo posto nel mondo, e che, prima o poi, sarà chiamato a pagare.
Una manovra che non preveda incentivi per gli investimenti privati, che soli possono creare occupazione e risorse per favorire la crescita e ridurre, davvero, il disagio sociale, è, di certo, una manovra che non può definirsi “per il popolo”!
La giornata negativa si è conclusa con la notizia che un europarlamentare della Lega ha calpestato pubblicamente, in segno di disprezzo, i fogli su cui Moscovici aveva scritto gli appunti per la sua conferenza stampa.
Davvero un giorno dispari per l’Italia!
 
       Pippo Rao
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