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La meravigliosa normalità di un iceberg perfettamente rettangolare

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C’è un iceberg che galleggia nel mare di Weddell, nel Continente Antartico, che sta destando più di un’attenzione all’interno del mondo scientifico. Lo ha intercettato la NASA è, come ricorda Quartz, la sua particolarità sta proprio nel fatto che sia geometricamente perfetto.

Nelle fotografie scattate dall’alto, gli angoli retti che lo compongono, ancora immuni dall’azione erosiva di acqua e vento, sono così precisi che sembrano quasi il frutto di un lavoro artificiale. Un lavoro degno di uno scalpellino che di solito difficile da trovare in natura. Il blocco è probabilmente il risultato di un recente distacco avvenuto da Larsen C .

From yesterday's #IceBridge flight: A tabular iceberg can be seen on the right, floating among sea ice just off of the Larsen C ice shelf. The iceberg's sharp angles and flat surface indicate that it probably recently calved from the ice shelf. pic.twitter.com/XhgTrf642Z

— NASA ICE (@NASA_ICE) 17 ottobre 2018

A tutto c’è una spiegazione

In questo discorso ricopre un ruolo importante l’immagine che ciascuno di noi ha degli iceberg. Un’immagine spesso influenzata dal cinema, dal Titanic in poi, e dalla televisione. Kelly Brunt, scienziata dell’Università del Maryland e collaboratrice dell’agenzia spaziale americana, ha invece spiegato che, in realtà, non siamo di fronte a un fenomeno così particolare.

Gli iceberg, infatti, possono essere divisi in due tipologie: ci sono quelli che emergono dalla superficie dell’acqua in forme più o meno irregolari, e che ricordano triangoli e prismi, e quelli definiti “tabulari”, ovvero larghi e lunghi con una superficie piatta e regolare e una certa verticalità. I primi sono quelli più noti e ripresi nelle produzioni artistiche più svariate, mentre i secondi sono meno comuni nell’immaginario comune.

In entrambi i casi, però, la parte emersa è appena il 10% del totale e gran parte dei segreti sono nascosti alla vista.

Cosa sono gli iceberg “tabulari”

Per spiegare la loro nascita, Brunt ha utilizzato in un’intervista su Live Science una metafora molto efficace: sono come un’unghia che dopo essere cresciuta troppo si spezza in maniera naturale. Un processo che determina questa forma apparentemente rettangolare e assai precisa. Secondo la studiosa l’elemento più strano che emerge dalle foto è che la forma di questo iceberg, la cui estensione probabilmente supera il chilometro, tenda più verso il quadrato. Per valutarne appieno la natura, inoltre, bisognerebbe osservare la parte della foto che oggi appare tagliata per verificare che anch’essa sia così regolare.

E se all’apparenza sembra dotato di una certa stabilità, camminare sulla superficie di questo iceberg potrebbe essere molto pericoloso. Almeno stando ai rilevamenti di IceBridge, il progetto che monitora lo stato di salute di queste distese bianche attraverso l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione.

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it

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