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L’assuefazione non è un antidoto alla vergogna

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Articolo di Guido Di Massimo

L’immigrazione è un problema, e come tutti i problemi andrebbe gestito. In modo razionale, con lungimiranza, e con il tatto e la “partecipazione” con cui vanno sempre trattati i problemi che riguardano l’uomo. Non l’uomo teorico e di fatto inesistente, ma l’uomo come individuo, come persona reale che ha carne, ossa e un volto.

È chiaro che l’Europa e l’Italia non possono ospitare all’infinito, e che c’è un livello di ospitalità oltre il quale sorgono problemi sociali inaccettabili; come dovrebbe essere chiaro che l’ospitalità possibile andrebbe gestita e regolata con modalità che permettano un assorbimento intelligente, diffuso e graduale.

Ma risolvere il problema lasciando che il Mediterraneo da “mare nostrum” diventi “cimitero loro” è una vergogna. Una vergogna soffocata dalla assuefazione con cui indifferentemente sentiamo o leggiamo di disgraziati che muoiono affogati nel tentativo di fuggire dalle guerre o dalla fame. Sentiamo della morte di questi disperati mentre ceniamo indifferenti o indifferenti accarezziamo i nostri cani che ci fanno tanta tenerezza e che amiamo tanto. E mentre i nostri pescatori si ritrovano nelle reti i cadaveri di questi affogati pescati insieme con quei pesci che poi mangiamo con piacere.

L’indifferenza è complicità; domani sarà la nostra vergogna. Ed è la vergogna massima di un governo i cui membri sono o si dichiarano devoti chi di Padre Pio, chi di S. Gennaro e chi del rosario. Ed è triste per un miscredente vedere che quasi l’unica voce che si leva contro un’indifferenza che è assoluto menefreghismo è quella del Papa.

È vano sperare che la spinta all’immigrazione cessi se non ne cessano le cause. Come non è possibile arginare il flusso di un fiume alla foce, è altrettanto impossibile arrestare l’immigrazione chiudendo i porti. Si aprono solo altre vie. E poco potrà fare la vituperata Europa fin quando non gli daremo un’anima politica e un governo “sovrano” che si imponga ai singoli stati superandone i “sovranisti” egoismi.

Vanno combattuti gli scafisti, si deve intervenire in loco per aiutare i paesi da cui originano i migranti aiutandoli a rimuovere le cause delle migrazioni, vanno trovati tramite i nostri consolati vie legali per un immigrazione aperta e legale, vanno stipulati trattati per il rimpatrio dei migranti, va fatto tutto il possibile per limitare le migrazioni, ma chi affoga in mare va salvato. Non ci sono dubbi. Solo dopo si può valutare e decidere per l’accoglienza o il rimpatrio.

Ma basta con l’assuefazione e l’indifferenza.

L’assuefazione non è un antidoto alla vergogna.

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