Home Da Rete Liberale Patacca di stato. La lega restituisce i 49 milioni in 70 anni

Patacca di stato. La lega restituisce i 49 milioni in 70 anni

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Articolo pubblicato su Siciliainformazioni.com del 19 settembre.com di Salvatore Parlagreco. Di seguito il link diretto all’articolo:  http://siciliainformazioni.com/sparlagreco/871843/patacca-di-stato-la-lega-restituisce-i-49-milioni-in-70-anni-storico-privilegio-ad-un-partito

 

“Se mi arrischio a proporre, incaricato del servizio, l’accensione di un mutuo in età, diciamo così, avanzata, il bancario mi guarda con il sorriso di compatimento, e mi invita a riferire l’età che hai. Giusto per ricordarti che il tuo futuro è troppo corto e la banca non si può permettere di sopportare il tuo trasferimento in tempi ragionevolmente brevi nell’Aldilà, dove non potrà raggiungerti con l’ufficiale giudiziario nel caso in cui non pagassi le rate ( chi per te non le pagasse).

Il Ministro degli Interni, nella qualità di leader di un partito, la Lega Nord, ha ottenuto una dilazione di un debito vantato dallo Stato – 49 milioni – di quasi settanta anni, con rate da centomila euro ogni due mesi circa, 600 mila l’anno. Il maltolto – la Lega ha speso per i c…suoi i soldi pubblici – sarà restituito per intero nel 2095. E l’ha ottenuto grazie allo spirito di collaborazione che anima i rappresentanti dello Stato, ovunque essi esercitino la loro preziosa attività di garanzia delle istituzioni.

Il Tribunale di Genova che ha sentenziato in materia, ha affidato, alla Procura genovese il gravoso compito della restituzione, ed è nel pour parler fra difesa e servitori dello Stato, che si sarebbe trovato la soddisfacente intesa, che non mette le dita negli occhi alla Lega. Come si può far sparire un partito per mera questione di quattrini?

Le toghe genovesi avrebbero dovuto eseguire la sentenza, in modo rapido e definitivo, ma questa procedura – ha detto e ripetuto Giorgetti, braccio destro del leader Salvini – avrebbe comportato la scomparsa del partito, che quei soldi non li ha più. La certificazione della povertà non è stata richiesta, ma bisogna credergli , essendo Giorgetti sottosegretario di stato alla Presidenza del Consiglio, nessuno così in alto oserebbe dire bugie. In più va ricordato che Salvini ha messo in piedi “La Bestia”, il sistema informatico di cattura dei consensi nei social, che ha costi proibitivi.

Il Guardasigilli, Bonafede, deve avere tenuto in gran conto di questa difficoltà oggettiva – Lega senza soldi- e del futuro a rischio dell’alleato di governo, e ha dichiarato su non gioire affatto per i guai  di Salvini e Giorgetti. E’ vero che il tesoriere pro tempore (stagione Bossi) della Lega Nord, ha riferito di avere lasciato un bel po’ di quattrini in cassa (36 milioni, spariti, dilapidati?), ma sta di fatto che Giorgetti, e con lui Salvini, non ce li hanno, e perciò dovranno subire l’umiliazione di accogliere la dilazione settantennale a loro favore.

Naturalmente, hanno annunciato i leghisti, si cercherà di dimostrare di avere speso secondo le regole i soldi dei rimborsi elettorali, avendo subito la condanna in primo grado.

In attesa della riabilitazione, davanti a Dio, alla Giustizia e al popolo, le toghe, così vituperate dalla Lega – di recente il Ministro Salvini le ha invitate a lavorare di più ed occuparsi di cose serie – hanno manifestato una singolare affezione verso il partito di lotta e di governo a rischio di estinzione, nonostante le sue, chiamiamole così, cattiverie verso i magistrati della Diciotti. Con un Ministro della Giustizia rammaricato e…in Bonafede, le toghe che avrebbero potuto fare?

Non vorremmo mettere il coltello nella piaga, ma che cosa deve pensare un cittadino qualunque quando subisce una, seppur giusta, condanna, a pagare e restituire il maltolto, dopo avere “assistito” ad una rateazione senza tempo, a favore di un partito, non importa quale? Possiamo o no chiamarla la dilazione storica un privilegio, ancora uno, regalato alla partitocrazia, tanto odiata dai governanti di oggi? Il cambiamento, così sbandierato, non dovrebbe partire da casa propria?

Se dovesse andare in porto l’accordo fra Procura di Genova e Lega, gli storici sarebbero obbligati a farne menzione, segnalando l’evento come il simbolo di un tempo in cui non si capiva più niente, a causa della assenza di confini fra privilegio e diritto, persone per bene e persone per male eccetera eccetera…

E non è tutto: ai figli, nipoti e pronipoti politici di Salvini e Giorgetti viene consegnata una zavorra che mette i brividi, sempre che la Lega esista fino al 2095, eventualità questa assai improbabile se si tiene conto della vivenza dei partiti nell’Italia democratica e repubblicana”.

 

Di Salvatore Parlagreco

 

 

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