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La lettera dell’On. De Notaris a Peter Gomez

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Pubblichiamo di seguito la lettera che l’On De Notaris ha scritto a Peter Gomez e pubblicata su Ilparlamento.eu

“Napoli – 29.10.2018

Dottor Gomez,

Ella ha sempre manifestato liberamente, come è giusto, il Suo pensiero con documentate motivazioni, attraverso scritti e discorsi. 
Ho avuto modo di ascoltarLa e vederLa  in una recente trasmissione condotta dalla giornalista Myrta Merlino, figlia della figlia  dell’avv. Mario Palermo, Componente della consulta nazionale, sottosegretario alla guerra in tre Governi, deputato e senatore  in Parlamento dal 1948 al 1968 , in anni in cui istituirono il così detto vitalizio legato alla indennità. Parlavate di parassiti. Certamente la nipote giornalista non aveva il generoso  nonno, al quale deve riconoscenza,  in tale considerazione.  E certamente il sen. Mario Palermo, amico di famiglia, non era parassita, anzi è stato ottimo parlamentare e di sostegno democratico  per numerose persone che ancora lo ricordano.
Ora Lei, dr. Gomez, in meno di due minuti  , in quella trasmissione,  ha detto diverse sciocchezze, in modo rozzo. Il fatto mi rattrista. Ha messo in discussione l’idea che avevo di Lei. 
Sa, il giornalista deve essere informato per informare. Attiene alla deontologia professionale.
Invece Lei, relativamente alla questione in discussione, non ha argomentato ed ha offeso in modo indiscriminato, irragionevole. Ella non sa. 
Mi chiedo come può permettersi un giornalista, direttore di testate importanti, di offendere cittadini in modo del tutto gratuito perché esercitano o hanno intenzione di esercitare legittimamente  un diritto in uno Stato di diritto. Si alimenta così il qualunquismo, indirizzando ogni scontento su falsi obiettivi, diseducando i concittadini.  Eppure Lei in altre occasioni ha parlato della Costituzione!
 Non so se Ella si è mai rivolto alla Magistratura. Potrebbe mai un concittadino insultarLa  per questa eventuale Sua scelta? Se non fossi d’accordo sulle norme del contratto giornalistico e sul  trattamento pensionistico non mi permetterei irresponsabilmente di vilipendere l’Ordine e i Giornalisti.
Inoltre Lei contribuisce, a mio parere, a discreditare le Istituzioni, additando ex Parlamentari, che comunque “ non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni” (art.68 C.) e dei quali nulla o poco Lei conosce, ad un  generico giudizio negativo  perché destinatari di norme. Ella  opera da ripetitore e megafono di una iniziativa di propaganda demagogica di basso profilo condotta da parlamentari in carica, eletti-nominati con la attuale legge elettorale.
Lei ha qualche titolo per pontificare ? Accade talvolta che l’esposizione mediatica come ‘maitre à penser’ gioca brutti scherzi ed alimenta l’ego  ipertrofico. Numerosi sono gli studi a tale proposito.
Non entro in argomentazioni specifiche. Le ricordo che le consultazioni tenute dalle competenti commissioni parlamentari hanno raccolto pareri unanimi sui diritti soggettivi degli ex parlamentari. 
Si informi  sulla atipicità della norma in delibera Fico  che prevede “ l’opportunità di fissare un limite massimo al fine di evitare che il ricalcolo del trattamento in essere possa determinare un importo superiore a quello erogato attualmente”. Ciò vuol dire che se il montante complessivo dei versamenti producesse, col contributivo, istituto inesistente prima del 1996 , un vitalizio più cospicuo, il ricalcolo non avrebbe validità. L’intervento avverrebbe in seguito alla “elaborazione di un’apposita serie di coefficienti  attualmente non previsti dall’ordinamento vigente”. Discutibile l’autodichia applicata a cittadine e cittadini non Parlamentari.
Ella poi non conosce la storia personale di donne ed uomini che hanno lavorato in Parlamento.
Pensi ai nomi delle personalità che hanno avuto l’onore di aver ricevuto il mandato di rappresentare i cittadini, pensi alle vedove ed ai vedovi di quelle personalità,che hanno costruito la nostra democrazia.
E’ sempre opportuno avere rispetto per essere rispettati, dialogare e non sentenziare immaginando di essere  un organo monocratico giurisdizionale. Fare il giornalista La motiva ad essere un cittadino fedele alla Costituzione. Non si gioca ledendo la dignità della persona, di qualsiasi persona. 
La saluto. Per quanto non esplicitato in questo breve scritto sono a Sua disposizione per liberarLa da dubbi e disinformazione sull’istituto non di Suo gradimento.  Ognuno di noi ha i propri convincimenti. E’ auspicabile che siano ben fondati. Comunque farebbe bene a chiedere scusa agli interessati.

 Francesco de Notaris – giornalista – già Senatore della Repubblica – ( eletto per la Rete con i Progressisti).”

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