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Operazione boomerang

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Articolo di Guido Di Massimo del 22 novembre 2018

Avevano “attaccato” il giallo al verde con una saldatura “a freddo” chiamata contratto, non considerando che le saldature a freddo durano poco.

Hanno protetto e mantenuto la saldatura con il collante della spartizione del potere, non considerando che un potere comune senza un comune sentire si trasforma in dissidio.

Hanno poi tentato di compattare il giallo con il verde inventandosi un nemico: l’Unione Europea. Cosa c’è di meglio di un nemico comune per aggregare consensi e unire i diversi e gli altrimenti incompatibili?

Mal gliene incolse.

Erano certi che di fronte a un governo tetragono nelle sue posizioni accusatorie i componenti del “nemico Europa” avrebbero perso la loro unità. Ma non avevano considerato che porsi come nemico di tutti significava anche compattare quei nemici che si volevano dividere. Ora sono i componenti della UE che – pur parzialmente contagiati dal virus nazional-populista, o forse anche per questo – si sono uniti contro un “nemico” comune, contro un governo ormai isolato che facendo leva su posizioni ricattatorie sta danneggiando sia il paese che dovrebbe governare che la stessa Unione Europea che avrebbe invece bisogno dell’energia e della spinta necessarie per muovere altri decisivi passi verso il federalismo.

Una perfetta operazione boomerang: il governo “giallo più verde” si è creato un nemico per aggregare consenso interno e compattarsi, e il risultato è stato il compattamento del cosiddetto “nemico”: gli “strappi” tra il giallo e il verde si accentueranno e la saldatura a freddo del contratto mostrerà la fragilità di un governo destinato a durare poco.

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