Home Da Rete Liberale Peggiore dello spread c’è solo l’attuale legge finanziaria

Peggiore dello spread c’è solo l’attuale legge finanziaria

7 min lettura
0
0
126
Spread-min.jpg

Pubblichiamo l’ottimo articolo di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno

Il grande problema che viene discusso attualmente è se l’Italia debba rispettare o meno il
rapporto deficit/pil stabilito dalla Commissione Europea, ossia entro l’1,6% del Pil, quindi uno
0,8% in meno in confronto al 2,4% di disavanzo primario previsto dalla legge finanziaria del
Governo italiano, quindi l’Italia spenderebbe il 2,4 % in più del Pil (ossia della ricchezza
prodotta), anziché l’1,6, previsto dalla Commissione europea.
In realtà l’errore sussiste proprio nel focalizzare l’attenzione nei confronti del problema
sbagliato.
Il punto è uno solo, lo spread sale non perché la Commissione Europea s’impunta su un
parametro da rispettare anche da parte dell’Italia, ma perché la legge finanziaria stilata da
questo Governo prevede un aumento del deficit per realizzare delle riforme completamente
inutili per la crescita economica dell’Italia.
Una legge finanziaria che prevede un aumento del deficit ed una significativa deviazione dai
parametri previsti dalla Commissione Europea per distrarre 8 miliardi di euro per finanziare
il ‘reddito di cittadinanza’, una legge rispondente ai più perniciosi principi assistenzialistici e
statalistici di stampo marxista, anziché investire gli stessi soldi e quindi anche azzardare un
aumento del deficit, che esporrebbe comunque il sistema Italia anche ad un aumento del
debito pubblico, per ridurre il cuneo fiscale e ridurre in modo significativo il costo del lavoro,
creando in questo modo un volano per nuova occupazione ed un aumento realistico dei
consumi e quindi di conseguenza una aumento del gettito fiscale, rimpinguando in modo
strutturale e continuo le casse dell’erario, non può non essere che motivo di grande
preoccupazione per gli investitori.
L’aumento del differenziale tra i nostri titoli di stato ed i Bund tedeschi è solamente il riflesso
della sfiducia da parte del Mercato nei confronti della legge finanziaria proposta dal Governo
italiano, una sfiducia che nasce dal fatto che lo Stato italiano ha fatto ricorso alle emissioni
nette, cioè aumenta il deficit e dunque aumenta il debito senza garantire un’effettiva
possibilità di crescita del Pil.
Prima di convincere la Commissione europea, il Governo italiano dovrebbe convincere il
Mercato finanziario sulla validità delle misure economiche intraprese per la crescita del Pil a
scapito del debito pubblico.
Questa garanzia nei confronti del Mercato prescinde dal fatto se l’Italia contesti l’attuale
architettura dell’Euro e le modalità di valutazione economica che utilizza la Commissione
europea per valutare lo stato di salute economica del sistema Italia.
L’aizzare il popolo contro un sistema europeo, che sicuramente va radicalmente corretto,
senza avere i fondamenti economici consoni per sviluppare una crescita credibile serve a ben
poco, se non ad avere uno squallido consenso elettorale fine a se stesso e deleterio per il
benessere presente e futuro della Nazione.
Perché sei il Governo italiano non riuscisse a dare questa garanzia al Mercato, sarebbe
irrefrenabile il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani (ossia ciò che crea
l’allargamento dello spread) ed inciderebbe negativamente in modo esponenziale alla
crescita.
Nelle ultime statistiche già emerge che le condizioni applicate dalle banche italiane alle
imprese e alle famiglie hanno subito un peggioramento, con un aumento dei tassi d’interesse,
in quanto la cinghia di trasmissione del Mercato dei capitali tra i titoli di Stato ed il costo del
finanziamento delle banche è sempre molto celere.
Questa situazione genera inevitabilmente una maggiore esposizione debitoria da parte delle
imprese e delle famiglie, di conseguenza costrette a investire molto di meno le prime e a
consumare molto di meno le seconde.
Tutto ciò a scapito della crescita del sistema Italia e a danno del sistema bancario italiano,
perché non bisogna dimenticare che sono proprio le banche che detengono i titoli di Stato e se
questi titoli perdono di valore, si va a deteriorare il capitale delle banche.
Il Governo italiano invece di attaccare astrattamente le Istituzioni europee ed in particolare la
Bce, addebitando ad esse tutti i nostri problemi economici, dovrebbe offrire maggiori garanzie
di crescita economica al Mercato (unico vero giudice della nostra affidabilità finanziaria ed
economica) con politiche mirate, tanto coraggiose nella loro declinazione liberistica, quanto
realistiche nella loro realizzazione, anziché insistere su politiche assistenzialistiche, tipiche di
quella impostazione clientelare di voto di scambio e quindi di ricerca di demagogico consenso
elettorale dell’Italia che fu, quell’Italia della prima repubblica.

Carica articoli correlati
Carica articoli di Redazione Rete Liberale
Carica altri artcoli Da Rete Liberale

Lascia un commento

Leggi anche

Pennivendoli, sciacalli, puttane, e fango da spazzare!

Articolo di Catello Avenia La misura è quasi colma, o forse è già stata superata: questi g…