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Quelli che ci hanno preceduto

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Articolo di Guido Di Massimo

La ricorrente frase “quelli che ci hanno preceduto” può essere poetica, nostalgica, triste o anche lugubre ma è innanzitutto il ripetitivo anello della catena di continuità dei nostri governi.

Una  catena di continuità che dovrebbe essere di ringraziamenti: ogni governo dovrebbe ringraziare il precedente per le incapacità che lo hanno costretto a lasciargli il posto così come dovrebbe ringraziare per gli alibi che il governo che va lascia in eredità a quello che viene.

Ora sono i nostri odierni “governanti” che dovrebbe ringraziare. È innanzitutto a “quelli che ci hanno preceduto” che gli attuali governanti debbono i voti che gli hanno dato il legittimo diritto di sgovernarci: è solo facendo leva su “quelli che ci hanno preceduto” che un comico  turpiloquente e il muscoloso macho nazionale hanno trovato come ottenere consensi parlando alla pancia del popolo.

E poi, sempre per ringraziare quello passato, l’attuale governo di motivi ne ha molti altri.

“Quelli che ci hanno preceduto” hanno lasciato un debito “sovrano” talmente alto che qualsiasi ulteriore aumento non può che essere percentualmente minimo e quindi attuabile senza problemi. E per questo comodo margine di manovra economica “quelli che ci hanno preceduto” dovrebbero essere ringraziati.

“Quelli che ci hanno preceduto” per realizzare la Trans Adriatic Pipeline hanno firmato contratti con “penali” così alte che non ostante le promesse preelettorali la no-TAP è diventata sì-TAP solo per colpa loro. È anche per questo alibi assolutorio della contraddizione tra pre e post elezioni che “quelli che ci hanno preceduto” dovrebbero essere ringraziati.

“Quelli che ci hanno preceduto” hanno lasciato la capitale d’Italia in condizioni di degrado tali che è praticamente impossibile risolverli; sembra che anche l’immondizia nelle strade sia esattamente la stessa lasciata da “quelli che ci hanno preceduto”.  È anche per quest’altro lascito assolutorio che “quelli che ci hanno preceduto” dovrebbero essere ringraziati.

A quando il prossimo anello della catena? A quando il futuro successivo governo userà le incapacità di quello presente per giustificare le incapacità sue?

Il timore, o più esattamente la “certezza” è che il futuro governo di alibi ne avrà molti di più di quello attuale che tra l’altro quando avrà finito di far danni troverà certamente a chi attribuirli: a “quelli che ci hanno preceduto”. Certamente non a se stesso.

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