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Scacco Matto

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Articolo di Samuele Tardiolo

Il potere logora chi non ce l’ha”, diceva il divo Andreotti, e i grillini, avendolo conquistato, non vogliono mollarlo, e tuttavia si stanno egualmente logorando.

Dal giorno dopo le elezioni, i 5 Stelle hanno fatto tutto e il contrario di tutto pur di arrivare al potere e conservarlo, rinnegando perfino la loro stessa natura, e gli esempi vanno aumentando man mano che prosegue l’azione del loro governo, sempre più piegato ai voleri della Lega e del suo leader Salvini.

Non siamo un partito, non siamo una casta. Siamo cittadini, punto e basta. Uno vale uno”, cantavano i militanti durante i vari V-day: parole che, rievocate oggi, appaiono prive di significato.

Erano i primi a stigmatizzare i compromessi, e hanno stipulato “un contratto di governo” che è la sublimazione del compromesso (qualcosa a te, e qualcosa a me); erano contro la casta, e ne sono diventati parte integrante, dimostrando continuamente di non volere abbandonare le poltrone inopinatamente conquistate; erano contro i partiti e hanno creato una partitocrazia che non ammette dissenso; gridavano “onestà, onestà”, e si sono alleati con un partito che ha sottratto 49 milioni alle casse dello Stato;

la vicenda della nave “Diciotti” sta ora diventando il caso di incoerenza politica più eclatante della terza repubblica.

I pentastellati sono combattuti, disorientati, non sanno più che pesci prendere. Da una parte c’è il fronte governista che non vuole mettere a rischio il governo, ma dall’altra parte ci sono i “puristi”,che insistono sulla loro tradizionale linea giustizialista, appellandosi anche al “contratto” per il quale non possono far parte del governo persone sottoposte a processo per reati gravi, e certamente  il reato ipotizzato nei confronti di Salvini è molto grave: sequestro di persona.

E quindi il dilemma per i grillini oggi è: evitare il processo a Salvini, per non perdere i loro posti di governo; oppure dare via libera al processo, per non perdere la faccia.

È evidente che i 5 stelle siano rimasti impigliati come moscerini nella tela tessuta da Salvini che, con astuzia, in un primo momento li aveva rassicurati, fingendo di volere essere processato,un’affermazione che è durata giusto il tempo di far dichiarare a Di Maio e Paragone che il M5S avrebbe votato “sì” alla richiesta di autorizzazione a procedere.

Una cosa è certa: Salvini li ha fregati ancora una volta, mentre i 5 stelle sono sotto scacco, e questa volta sembra proprio “matto”.

 

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