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Sciocchezze e serietà

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Articolo di Guido Di Massimo

Ognuno ha le proprie opinioni; e dietro ogni opinione c’è un misto di motivi razionali e irrazionali. Le nostre opinioni esprimono il nostro essere, la nostra indole, la nostra storia personale, le nostre letture, frequentazioni, sensibilità e tanto altro ancora.

E le nostre opinioni sono i nostri punti di vista, che fin quando saranno molti e diversi ci difenderanno dalla disgrazia del “pensiero unico”.

C’è modo e modo però di sostenere le proprie opinioni; e nel sostenerle ci sono almeno due doveri da rispettare: l’onestà intellettuale e quanto meno il tentativo d’essere razionali senza nulla cedere al generico, al superficiale e ad affermazioni perentorie e prive di fondamento.

Non ho potuto non notare quanto stridano i due approcci di “ragionamento” che seguono, che fanno entrambi riferimento al problema delle immigrazioni.

Primo approccio:

Ho ricevuto un invito a firmare una “petizione” contro il “Global Compact for Migration”da parte di un’organizzazione per altri aspetti meritevole; esso era sostenuto da motivazioni tipo (il grassetto dei caratteri è originale):

– “Il patto è di natura antidemocratica,ha un approccio totalitario nei confronti di qualsiasi opposizione ad esso, incoraggiando la nazione a creare leggi contro il diritto fondamentale della libertà di espressione.”

– “Il patto è stato anche sollecitato dalle grandi banche e società per creare un flusso infinito di risorse umane al servizio dei loro piani di espansionismo globalista a spese dello Stato e della sovranità nazionale.”

Secondo approccio:

All’indirizzo de “lavoce.info”  “https://www.lavoce.info/archives/56230/sui-migranti-la-germania-ci-da-una-lezione/” c’èl’articolo “Con i migranti la Germania ci dà una lezione”, sottotitolo “L’Italia non firmerà il Global migration compact dell’Onu. È l’ultimo esempio di una politica migratoria che porta il nostro paese a subire il fenomeno e non a gestirlo. Ben diverse le scelte della Germania, dove la priorità è l’integrazione lavorativa.”

L’articolo è esempio di impostazione razionale di un fenomeno che viene analizzato confrontando la politica immigratoria dell’Italia con quella della Germania: non affermazioni generiche e superficiali ma grafici e dati quantitativi con indicazioni delle fonti, confronti e considerazioni conseguenti che terminano affermando che:

“… se l’Italia, negli ultimi trenta anni, ha “subito” l’immigrazione anziché gestirla (ne sono prova le ripetute “sanatorie” o la gestione dell’accoglienza in continua emergenza, la chiusura dei flussi d’ingresso), la Germania ha stabilito alcune priorità, legate alla situazione economica e al mercato del lavoro.  … la politica migratoria tedesca appare … orientata all’integrazione lavorativa… Analisi dei fabbisogni del proprio mercato del lavoro in tempo reale, chiarezza di obiettivi nella gestione del fenomeno dei profughi, grande attenzione all’integrazione sociale degli immigrati con appositi monitoraggi. Sulla sicurezza poca propaganda e molta sostanza, in un paese abituato ad esigere sempre il rispetto delle leggi dai propri cittadini e quindi preparato a chiedere lo stesso anche agli stranieri…”

E nel corpo dell’articolo si legge, ovviamente in Germania, di una riforma della legge sull’immigrazione che prevede “… un permesso di soggiorno per sei mesi per ricerca lavoro, a determinate condizioni (livello di educazione, età, competenze linguistiche, offerte di lavoro e sicurezza finanziaria). Il nuovo strumento, nelle intenzioni del governo di Berlino … consentirebbe di attrarre nuova manodopera straniera, rispondendo in maniera mirata ai fabbisogni produttivi dell’economia tedesca e … consentirebbe di separare in modo chiaro i percorsi dell’asilo e della migrazione economica, riducendo l’uso improprio dello strumento della protezione internazionale … parallelamente, per quanto riguarda i rifugiati, lo sforzo del governo sembra quello di accelerare le procedure di asilo e di favorire l’integrazione nel mercato del lavoro.”

Due diversi approcci e due diversi mondi: razionalità, lungimiranza e fatti contro superficialità, miopia e propaganda.

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