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Votare si significa volere 200 miliardi di euro di sprechi della PA e la riduzione della sovranità popolare

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Il 20 e il 21 settembre si svolgerà il referendum costituzionale sulla riduzione dei parlamentari e coloro che sono a favore di tale riduzione e quindi voteranno “Si”, sostengono che ciò determinerà un risparmio per la spesa pubblica.

L’Ufficio studi della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (CGIA) ha realizzato una ricerca in cui ha comparato il mancato gettito derivante dall’evasione fiscale che danneggia la Pubblica Amministrazione con i costi aggiuntivi che penalizzano le famiglie e le imprese italiane a causa del malfunzionamento dei servizi pubblici.

Sebbene questa ricerca non abbia alcun rigore scientifico, presenta comunque un rigore concettuale, da cui si evince che l’ammontare di 110 miliardi di euro annui di evasione fiscale (Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze) risulta decisamente inferiore al danno economico recato ai contribuenti a causa degli sprechi e della corruzione all’interno della PA, che ammonta a oltre 200 miliardi di euro all’anno, ossia quasi il doppio rispetto all’evasione fiscale.

L’Ufficio studi della CGIA ha elencato i seguenti sprechi ed inefficienze presenti nella Pubblica Amministrazione:

  1. il costo annuo di 57 miliardi di euro per le imprese nella gestione dei rapporti con la burocrazia della PA (Fonte: “The European House Ambrosetti);
  2. i 53 miliardi di euro di debiti commerciali della PA nei confronti dei propri fornitori (Fonte: Banca d’Italia);
  3. il deficit logistico-infrastrutturale che penalizza il sistema economico nazionale pari ad un importo di 40 miliardi di euro all’anno (Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti );
  4. La perdita di 40 miliardi di euro per il Pil a causa delle fatiscenze della giustizia civile (Fonte: CER-Eures);
  5. i 24 miliardi di euro di spesa pubblica in eccesso che non consentono di abbassare la pressione fiscale italiana in rapporto con la media degli altri Paesi europei (Fonte: Discussion paper 23 Commissione Europea);
  6. i 23.5 miliardi di euro all’anno di spesa pubblica causata dalla corruzione a dagli sprechi (Fonte: ISPES);
  7. i 12.5 miliardi di euro all’anno causati dagli sprechi e le inefficienze del settore del trasporto pubblico locale (Fonte: “The European House Ambrosetti-Ferrovie dello Stato).

Dopo aver riportato la suddetta ricerca dell’Ufficio studi della CGIA, si deduce che coloro che sostengono questa riforma costituzionale sulla riduzione dei parlamentari preferiscono compromettere l’equilibrio dei pesi e contrappesi costituzionali, riducendo il Parlamento, ossia l’unico organo rappresentativo della sovranità popolare, perché eletto direttamente dal popolo, anziché razionalizzare e ridurre i vergognosi sprechi nella pubblica amministrazione..
Perché l’unica verità che non si vuole affermare e l’unica seria riforma, che per opportunismo politico, nessun partito vuole realizzare, sono quelle riguardanti la pubblica amministrazione, ossia quell’elefantiaco colosso, che è il frutto di decenni di voto di scambio tra una cittadinanza senza alcuna dignità civica e una classe politica incapace e solo protesa a prosciugare le finanze dei contribuenti pur di crearsi un feudo elettorale ben ripagato con posti di lavoro a spese dello Stato.
Per non parlare anche dei sontuosi emolumenti e liquidazioni dati a dirigenti statali, perché rappresentanti delle correnti politiche maggioritarie di turno.
La cialtroneria gattopardesca di questa nazione continua ad esercitare la sua deleteria influenza propagandistica, sempre a danno dei cittadini, che, essendo loro stessi vittime della irrazionale e rabbiosa reazione alla politica, finiscono per assecondare questo processo di trasformazione da cittadini a sudditi, avallando la riduzione dei loro diritti costituzionali, come la rappresentatività parlamentare.

Vedete, io comprendo che il livello medio di istruzione in Italia è più basso di quello degli altri Paesi europei, risultato di anni di depauperamento progressivo della qualità formativo-scolastica (grazie anche ai postumi della demagogia sessantottina che portò alla legittimazione del 6 politico), ma qui si tratta di buon senso.
Infatti, sono decenni che si parla di corruzione e spreco nella pubblica amministrazione e invece di affrontare in modo legislativo questa depauperante vergogna, ci si sfoga contro i propri diritti costituzionali.
Inoltre, abbiamo avuto la testimonianza di Carlo Cottarelli, che quando provò ad affrontare questo annoso problema italiano fu emarginato e “radiato” dal Governo Renzi.
Qui si va oltre i deficit culturali, qui si arriva ad una patologia neurologica, ad una sorta di dislessia ipertrofica nel giudicare la realtà in modo differente da quella che in maniera consapevole ed evidente si conosce e si subisce, in sostanza si è vittima di una bipolarità cognitiva, del tipo: io so che la pubblica amministrazione è corrotta e sprecona e per risolvere ciò riduco i miei diritti costituzionali.

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