LA FINE DI ISRAELE?

LA FINE DI ISRAELE?

di Guido Di Massimo

     È triste vedere un paese che abbiamo a lungo ammirato e sostenuto per il suo coraggio civile e militare, laico e unica liberal-democrazia del Medioriente ridursi a paese governato da fanatici religiosi incapaci di razionalità, saggezza e lungimiranza ma capaci di autolesionismo, di distruggere quindi il proprio paese e di suscitare antisemitismo ovunque nel mondo.
Dopo l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 – che è stato incapace di evitare – Israele ha poi reagito all’estremismo con altrettanto discutibile estremismo cadendo nella trappola di Hamas e distruggendo Gaza. Ora, mentre per quanto riguarda Gaza si può discutere sull’opportunità o meno della sua azione, “giustificata” sia dal recupero dei rapiti che dalla volontà di distruggere Hamas perché Hamas vuole distruggere Israele, è difficile trovare qualche giustificazione per quello che sta facendo in Cisgiordania.
Una strategia lungimirante per eliminare Hamas avrebbe dovuto essere proprio quella di sostenere e rafforzare intelligentemente l’Autorità Nazionale Palestinese lasciandole il compito di indebolire ed eliminare di fatto Hamas. Ma l’attuale governo di Israele ha fatto e sta facendo esattamente il contrario, tra l’altro, con banditesche e brutali aggressioni nei riguardi di pacifici palestinesi che in Cisgiordania vivono di olivi, capre, qualche commercio e poco più. Non agisce direttamente ma tramite i cosiddetti “coloni” più meno sostenuti dall’esercito israeliano, coloni che aggrediscono, incendiano, bastonano e all’occorrenza sparano, perseguendo lo scopo di far “sloggiare” i palestinesi per impossessarsi delle loro case e dei loro terreni.
Al di là di qualunque giudizio etico su quello che fanno questi coloni e sul sostegno che dà loro il governo d’Israele, politicamente questo significa continuare nel pluriennale “spezzettamento” della Cisgiordania in modo che in mancanza di una continuità territoriale sia praticamente impossibile creare uno Stato palestinese indebolendo del tutto l’Autorità Nazionale Palestinese che di per sé non ha mai goduto di buona salute.
Già nel 2024 la storica Anna Foa scrisse il saggio “Il suicidio di Israele”. È un suicidio che si sta compiendo. A meno che l’attuale opposizione non riesca a sostituirsi al disastroso governo Netanyahu con i suoi rozzi ministri che brillano per fanatismo religioso forse più di tanti islamici. È l’unica piccola speranza perché Israele possa faticosamente tornare a quello che era e si possa iniziare un periodo di ripensamento e pace.

Fonte Foto: Flickr.comEduard MarmetLicenza

 

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