
FIN QUANDO DURERÀ PUTIN?
di Guido Di Massimo
Quanto durerà Putin ci riguarda in modo particolare perché la guerra all’Ucraina è una guerra sua e probabilmente durerà quanto lui. Ma lui quanto durerà? È impossibile dirlo, ma è possibile fare ipotesi.
La prima ipotesi, sotto la quale è scritta questa nota, è però che Putin sia effettivamente ancora il “dominus” della situazione. Cosa non certissima perché non si può escludere, come avanzato da qualcuno, che col tempo si sia chiuso in una “bolla informativa” condotta dall’apparato dei suoi servizi segreti che di fatto potrebbero condizionarlo e con lui costituire il vero governo della Russia. Ma supponiamo che “al comando” ci sia ancora lui.
Nei paesi liberaldemocratici il “cambio della guardia” è possibile al momento delle elezioni: basta perderle e il potere passa da un gruppo all’altro. Nei paesi retti da autarchie il “cambio della guardia” può essere un problema. O ci sono regole stabilite di ereditarietà o metodi scelta all’interno del gruppo dominante oppure ci sono brighe, intrighi, violenze e colpi di palazzo, di stato o militari. In Russia non sembra ci siano regole chiare di successione al potere. Come avverrà questo cambio?
Il “cambio della guardia”- nonostante Putin abbia dichiarato speranze di vita eterna tramite trapianti di organi e progressi delle biotecnologie (ANSA 30.5.26) e abbia stanziato 26 miliardi di dollari in ricerche in tal senso – può avvenire mortis causa. In questo caso “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare”. Belzebù lo sta aspettando a braccia aperte, e prima di finire all’inferno forse dovrà passare attraverso quelle centinaia di migliaia di morti da lui provocati in Russia e in Ucraina. Questa sua fine naturale però è “certa nel se ma incerta nel quando”. Anche se con i suoi 73 anni ha largamente superato l’età media dei russi che è di 68 anni, potrebbe durare a lungo, considerato che è sotto controllo medico continuo e non gli mancano un’alimentazione su misura, cure, palestre, fisioterapisti e massaggiatori. Quindi le probabilità che ci abbandoni ad esempio nell’anno domini 2026 sono scarse.
Una seconda ipotesi è che subisca avvelenamenti o attentati. Ma questa ipotesi è ancora meno probabile: non è escluso che, ad evitare avvelenamenti, parte di quello che mangia venga fatto mangiare prima ad altri, e in quanto ad attentati è sicuramente ben difeso da una preziosa guardia del corpo. Né si può escludere che in alcune comparse pubbliche, a scanso di pericoli, utilizzi sosia.
Una terza ipotesi, più fondata, è che Putin venga in un modo o nell’altro sostituito con qualche azione all’interno del suo stesso gruppo di potere. Se la situazione russa interna continua a peggiorare e toccare i vertici del potere, la presa di coscienza che è meglio eliminare una parte piuttosto che lasciar danneggiare tutto il paese può spingere ad azioni di autodifesa. Putin verrà indicato come l’unico colpevole della guerra liberando di colpe la Russia che potrebbe così presentarsi quasi candida e innocente pronta a riprendere i cuoi rapporti commerciali con tutti. Questa ipotesi è purtroppo necessariamente legata a una prosecuzione della guerra e all’aumento della pressione e dei danni che dovrebbe subire la Russia in modo che l’élite senta il bisogno di agire.
Ovviamente Putin potrebbe durare anche oltre la fine della guerra se questa dovesse cessare per augurabili accordi di pace al momento poco probabili. In questo caso Belzebù dovrebbe aspettare ancora un po’ per averlo tra le braccia. Ma lo “zar” durerebbe comunque poco dopo una guerra che, prevista come una specie di passeggiata, si è rivelata rovinosa, sanguinosa e di fatto perdente.
Però: al di là delle considerazioni più o meno razionali il campo dell’imprevedibile e dell’impensabile è illimitato. Una curiosità: oggi 8 luglio il sito di previsioni e scommesse Polymarket stima al 10% la fuoriuscita di Putin dallo stato di presidente della Russia entro il 2026.
Immagine generata con IA (Google Gemini)

