SCOMPORRE PER RICOMPORRE

SCOMPORRE PER RICOMPORRE

di Guido Di Massimo

     Qual è il collante che lega internamente ognuna delle due congregazioni che si preparano a disputarsi il governo del paese alle prossime elezioni politiche? Difficile trovarvi un’omogeneità politica seria, viste le forti differenze tra i partiti che le compongono. Sembra che in entrambe il collante sia il puntare al potere. Ma per farne che?
     Le coalizioni sono serie e credibili se omogenee almeno nei punti essenziali della politica. Ma cosa c’è oggi di più essenziale e importante del sostegno all’Ucraina e dell’accelerazione dell’unità europea; aspetti che sono strettamente correlati?
In entrambe le attuali coalizioni su questi aspetti ci sono differenze interne decisamente superiori a quelle che ci sono tra coalizione e coalizione. Sarebbe pertanto logico e razionale superare le attuali coalizioni; è auspicabile che si rompano e che ognuno dei partiti che le compongono riprenda la propria autonomia per poi ricollegarsi con altri in modo che si formino due raggruppamenti omogenei al loro interno e decisamente pro Unione Europea e Ucraina oppure pro Putin.
In base a questo criterio di divisione Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Forza Italia, Azione, Italia Viva e + Europa potrebbero benissimo aggregarsi per conto loro e altrettanto potrebbero fare Lega, Futuro Nazionale, 5Stelle, e Verdi e Sinistra . Altri “neocespugli” potrebbero aggregarsi all’uno o all’altro dei due schieramenti in base allo stesso criterio.
Ovviamente i partiti non sono semplici contenitori di persone spostabili a piacere di qua e di là, e molti trasmigrerebbero individualmente da un partito all’altro. Ma si avrebbe un opportuno superamento della dicotomia destra-sinistra delle due attuali congregazioni che sull’argomento Europa e Ucraina hanno all’interno posizioni diverse e inconciliabili.
Per i cultori e gli amanti delle parole “sinistra” e “destra” sarebbe uno scandalo inaudito, ma per molti sarebbe serietà. E avremmo una chiara divisione tra “euro-ucrainici” e “putinuani”.
Siamo in un momento storico cruciale, un momento nel quale ci vorrebbe il coraggio di scelte radicali.
Ma i fatti si impongono a volte a prescindere dalla capacità e dal coraggio di scegliere. Non è escluso che con e dopo le prossime elezioni avremo qualche sorpresa.

Immagine generata con IA (Google Gemini)

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