
DALLA MINISTRA BERNINI UNA PROPOSTA CONCRETA PER L’ITALIA*
di Michele Piano
La Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha posto una questione centrale: “non basta investire di più, bisogna investire meglio”. È da questa affermazione che può nascere una proposta concreta di politica economica nazionale.
Il problema, infatti, non è soltanto aumentare i fondi destinati alla ricerca, ma fare in modo che ogni euro pubblico mobiliti investimenti privati, generi nuova ricerca, nuova occupazione qualificata, crescita delle PMI e nuove entrate per lo Stato. È questo il passaggio da una politica dei fondi a una politica dei moltiplicatori.
La proposta è semplice: rendere molto più conveniente per le PMI investire in Ricerca e Sviluppo, ma con una condizione rigorosa: collaborazione obbligatoria con Università, organismi di ricerca o Centri di Competenza, valutazione scientifica indipendente e certificazione economica separata delle spese. Più alta è l’agevolazione, più rigorosa deve essere la verifica.
Il beneficio per il Paese sarebbe potenzialmente molto ampio: più contratti universitari, più ricercatori, più consulenze specialistiche, più brevetti, più prototipi, più occupazione, più export e più gettito. L’articolo propone infatti di misurare il costo fiscale netto dell’incentivo, considerando non solo il credito concesso, ma anche IVA, contributi, imposte e crescita futura generati dall’investimento addizionale.
Per una forza politica di cultura liberale, il valore di questa proposta è particolarmente forte: non sostituire l’impresa, ma metterla nelle condizioni di crescere; non creare nuova burocrazia, ma connettere soggetti già esistenti; non distribuire risorse senza controllo, ma premiare chi produce conoscenza, lavoro e competitività.
La presenza degli iscritti sul territorio potrebbe diventare uno strumento concreto per far emergere i bisogni delle PMI, favorire il dialogo con Università e centri di ricerca e costruire una rete locale di innovazione capace di trasformare problemi reali in progetti verificabili.
La proposta può essere sintetizzata così: l’Università produce conoscenza, i ricercatori la trasformano in sperimentazione, i professionisti la trasferiscono. le PMI la trasformano in prodotti e servizi, lo Stato rende conveniente la collaborazione, il mercato remunera l’innovazione. Questo è il passaggio da Transizione 5.0 a Italia 5.0.
E il messaggio politico è molto chiaro: prendere sul serio le parole della Ministra Bernini e trasformarle in un modello operativo: investire meglio significa creare un sistema in cui la ricerca genera crescita, e la crescita finanzia nuova ricerca.
È una proposta che parla insieme a imprese, Università, giovani ricercatori e territori, e che può dare a un soggetto politico d’ispirazione liberale un’identità molto concreta: meno slogan, più sperimentazione; meno assistenza, più opportunità; meno centralismo, più capacità di fare sul territorio.
* link per ascoltare il podcast: https://youtu.be/b_T00UPxVaQ

