I DOSSIER DELLA REPUBBLICA O LA REPUBBLICA DEI DOSSIER?

I DOSSIER DELLA REPUBBLICA O LA REPUBBLICA DEI DOSSIER?

di Giuseppe Gullo

I cicloni estivi vengono di solito annunciati con un certo preavviso da bollettini della Protezione Civile. Allo stesso modo i cicloni giudiziari, in pieno periodo feriale, vengono comunicati da articoli dei principali quotidiani che con assoluta sincronia riferiscono di una “riservatissima” indagine affidata alle sapienti e competenti mani del Procuratore capo di Perugia. La piccola Procura del capoluogo umbro è diventata il crocevia di importanti affari giudiziari di prima grandezza essendo competente per legge per i procedimenti nei quali, a qualunque titolo, siano coinvolti magistrati in servizio a Roma. E’ di qualche settimana fa la notizia della chiusura con un patteggiamento dell’indagine che vedeva imputato l’ex Presidente dell’ANM Palamara, per anni deus ex machina delle più importanti nomine direttive del CSM.
Di cosa si tratta questa volta? La notizia riferisce di una delicatissima indagine che coinvolge un notevole e imprecisato numero di personaggi eccellenti provenienti dalla politica, dall’imprenditoria, dalle professioni, dalla magistratura e dagli alti livelli della burocrazia. Scrive Repubblica: ”Una potenziale centrale di dossieraggio abusivo, all’interno della Direzione Nazionale antimafia. Che ha scavato, negli ultimi anni, nei conti correnti e nelle transazioni finanziarie di centinaia di personaggi noti, tra politici di primo piano, giornalisti e capitani d’industria. È questa la pista su cui, da mesi, sta lavorando la procura di Perugia con un’indagine delicatissima seguita direttamente dal procuratore capo Raffaele Cantone e che, già dopo l’estate, all’esito di ulteriori accertamenti, rischia di diventare uno scandalo nazionale”. Dello stesso tenore l’articolo del Corriere. L’unica differenza tra i due articoli è nell’individuazione del presunto responsabile: un Maresciallo della Finanza per il primo, un Ufficiale della stessa arma per il secondo.
La notizia clamorosa è divenuta pubblica a seguito della denuncia presentata dal Ministro della Difesa in carica per la diffusione di notizie riservate e non pubbliche che lo riguardavano. A seguito di questa iniziativa del titolare del Dicastero al quale fa capo l’Arma dei Carabinieri, la Procura di Roma ha disposto accertamenti, poi trasferiti a Perugia per competenza. Repubblica, oltre a dare conto dell’iniziativa di Crosetto, riferisce anche di operazioni finanziarie segnalate dalla Banca d’Italia che avrebbero riguardato due ex Presidenti del Consiglio, Renzi e Conte, e il Responsabile della comunicazione della Presidenza del Consiglio durante i Governi diretti da quest’ultimo, nonché il Ministro e leader della Lega Salvini. Nello stesso articolo si rende noto che il nuovo Procuratore Nazionale Antimafia ha modificato l’assetto organizzativo dell’ufficio preposto alla gestione della banca dati dalla quale sono stati ricavati, illecitamente pare, le informazioni di cui si tratta, rimuovendo il vecchio responsabile e sostituendolo con ben quattro colleghi.
Non occorre avere molta fantasia per rendersi conto che vi è un’enorme quantità di materiale incandescente che potrebbe creare un grande incendio, complici le alte temperature della stagione e i forti venti che spirano da tutti i quadranti. Né servono fonti riservate per immaginare che ampi stralci, se non versioni integrali, di questi presunti dossier circolino in tanti ambienti, com’è peraltro accaduto non tanto tempo addietro per i verbali delle deposizioni di Amara ai Procuratori di Milano sulla presunta Loggia Ungheria, ormai quasi del tutto cancellata dalla memoria collettiva se non fosse per il giudizio d’appello del processo Davigo che tra qualche mese si celebrerà a Brescia.
Ciò che è certo e innegabile è il fatto che in modo ricorrente con cadenza periodica, le ombre lunghe degli scandali, del fango, delle insinuazioni, delle intimidazioni più o meno velate prende la scena con prepotenza diffondendo miasmi mefitici che ammorbano l’aria rendendola irrespirabile. Aspettiamo di sentire quali saranno le conseguenze di questi “avvisi ai naviganti”, più o meno come  proviamo a immaginare quali danni il prossimo tornado procurerà all’agricoltura e alle persone. Chi abbia avuto voglia di verificare in quale altra Democrazia occidentale avvengano simili “scandali” sempre avvolti da un alone di mistero e alimentati da “soffiate” ispirate da uno zefiro non esattamente dolce, si renderà conto che solo negli USA vi sono episodi della stessa natura soprattutto dopo la Presidenza Trump; e questo dovrebbe preoccupare se solo si riflettesse sullo stato di salute della potenza a stelle e striscie.

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