NON PERDIAMO TEMPO A STUDIARE, MEGLIO ISCRIVERSI A UN PARTITO

NON PERDIAMO TEMPO A STUDIARE, MEGLIO ISCRIVERSI A UN PARTITO

di Roberto Tumbarello

La cultura ci libera dalla schiavitù dell’ignoranza e ci concede la facoltà di capire ciò che accade attorno a noi. Ecco perché il potere, persino quello ecclesiastico, ha sempre combattuto la cultura e favorito l’analfabetismo perché il popolo non capisse. Ma i preti studiavano. I talebani non consentono alle donne di andare a scuola. Ma loro studiano. Mussolini, che non era un violento, neutralizzava i dissidenti privandoli della lettura. Quindi, diventavano innocui e non c’era bisogno di sopprimerli. Pertini riconosceva la maggiore capacità politica di Nenni che era stato per vent’anni in esilio a Parigi. Mentre lui li aveva trascorsi tra la prigione e il confino di polizia. Teneva nascosta nel materasso un’antologia che un carabiniere gli aveva procurato e la leggeva quando poteva, sempre le stesse poesie e racconti, per tenere la mente in attività, ma senza imparare nulla che già non sapesse.
Mentre noi, che oggi abbiamo tante possibilità di imparare, interrompiamo spesso gli studi per dedicarci alla politica, quando, invece, proprio in politica, sapere sempre di più ci sarebbe molto utile. Infatti, si nota, persino dal lessico che usano parlando, che molti non hanno studiato. Oggi anche chi non ha soldi per frequentare università e accademie ha a disposizione, a parte borse di studio per i migliori, biblioteche pubbliche gratuite molto ben fornite. Ma non le sfruttiamo perché siamo pigri e di conseguenza ignoranti. Noi, però, facciamo carriera ugualmente perché ormai non è il merito che conta, ma l’appartenenza a una cricca se va al potere.
Basta leggere con attenzione l’Iliade di Omero, in seconda media, per capire che non ci si deve illudere se il presidente degli Stati Uniti dice al capo del governo di un piccolo paese europeo che sono diventati amici. Non è vero. Non ci può essere amicizia neppure con quello cinese. Se ci lusingano – timeo Danaos et dona ferentes, dice Laocoonte alla vista del Cavallo di Troia, che tutti ritengono un dono dei greci prima di ritirarsi – è perché hanno bisogno di qualcosa. Meglio, quindi, diffidare che pavoneggiarsi.

     Brava, la nostra Premier! Non conosce nemmeno il significato dei colori della bandiera italiana. Che patriota esemplare! Le ho spesso suggerito di fustigare i suoi consiglieri perché studino e possano prepararla meglio, o cambiarli perché non all’altezza del ruolo che lei occupa. Se quando viaggia, tra abbracci e baci, qualcuno le fa una domanda cui lei non sa rispondere, non può tornare a casa e millantare, come fa sempre, che è stato un successo. È stata, invece, un’altra brutta figura. Ma lei s’intestardisce a scegliere consiglieri della propria parrocchia che le trasmettono quel poco che sanno, ma che le danno sempre ragione. E questo le basta.
Lo ribadisce in questi giorni Alemanno, che aveva tentato di creare nella destra sovranista una corrente di euroscetticismo e antiamericanismo – è colpa degli USA che sono intervenuti, secondo lui, in una guerra che non li riguardava se nel 1945 il nazifascismo fu sconfitto – ma la Meloni glielo impedì, come a Rampelli, che, però, si rassegnò a inchinarsi al potere della Premier in cambio di una vicepresidenza della Camera. Alemanno, invece, come Storace, se n’è andato e prosegue l’attività politica nella destra sociale, che si è riunita a Orvieto la scorsa settimana assieme al comitato Fermiamo la guerra, di simpatie putiniane, come Italexit, per cui l’ex sindaco di Roma ha fatto votare nelle ultime elezioni politiche, e Casa Pound. Interlocutore privilegiato del movimento non sono i Fratelli d’Italia, ma la Lega di Salvini, con cui lui probabilmente si candiderà alle prossime europee.
Questa incrinatura è il primo vero problema politico per Meloni, che, come opposizione finora ha avuto solo quella impercettibile di PD e M5S. Però, tiene furbescamente come ruota di scorta il terzo polo, che si dice all’opposizione, invece è disposto a tutto pur di compiacere il potere che, però, non ha bisogno per ora dei loro voti. Non era questo che Renzi e Calenda predicavano in campagna elettorale. Chissà se gli elettori l’hanno capito. Meglio, allora, votare direttamente per i partiti che formano la maggioranza.

Nel dopoguerra a dare prova di democrazia e sviluppo sociale cominciò proprio la magistratura che si dimostrò subito libera e al di sopra delle parti, e che ora vogliamo mettere a tacere, come fa Orban e come tenta di fare Netanyahu. A riprova riporto un significativo racconto di Carlo Giovetti, giornalista di grande spessore culturale e mio grande amico e maestro, critico teatrale del Giorno di Gaetano Baldacci, sui suoi genitori. Allora i lettori andavano a teatro e s’informavano sulle novità. Nordio era ancora in fasce e non poteva interloquire. Probabilmente ce ne sono anche oggi altrettanto probi. Giovetti non sopportava i colleghi ignoranti, che già allora facevano capolino nella professione, e tendeva loro perfidi tranelli. A uno fece credere che Gauguin era il diminutivo che Van Gogh usava per la produzione giovanile. A un altro che l’ocarina era uno strumento della tradizione musicale irlandese, che si scriveva con una O apostrofata e il k, O’Karina. A un altro ancora che more uxorio era in provincia di Brescia. E gli sprovveduti lo scrivevano.
Il padre di Giovetti era pretore in una cittadina in provincia di Modena. Custodiva nel giardino di casa una refurtiva di derrate alimentari che i carabinieri avevano sequestrato e non sapevano dove mettere, essendo stata la loro caserma bombardata e avendo la sede provvisoria in un vecchio camioncino. Erano tempi duri per tutti. Il giorno del processo il marito pretore chiese che fine avesse fatto quella refurtiva. “L’ho data da mangiare alle galline prima che ammuffisse”, disse la moglie. “Non avresti dovuto, non era roba nostra”, fu la sentenza del giudice. “Sei stata incauta e purtroppo dovrò denunciarti per appropriazione indebitaPerò, hai delle attenuanti e sono certo che il collega che ti giudicherà sarà comprensivo e clemente”.

            Per il Capo dello Stato ma non per il Governo, è urgente mettere in sesto gran parte del territorio, dalle Alpi alla Sicilia, che crolla alle prime piogge e trascina con sé tante vite umane. È il dissesto idrogeologico il nostro problema più immediato, adesso che ci siamo finalmente messi in regola col PNRR. Il governo l’ha riscritto e pare che l’Europa l’abbia approvato. Quindi, se non incappiamo in altri ritardi, dovremmo ricevere tutti i 219 miliardi che eravamo riusciti a ottenere, tra prestiti agevolati e contributi a fondo perduto. Però, le difficoltà con l’Europa non sono finite. C’è la riforma giudiziaria e quella del fisco che non rispettano i principi di parità. Mattarella esprime parere contrario pure per le commissioni d’inchiesta sul Covid perché interferiscono con l’attività della magistratura, che si è già espressa. Adesso si vuole processare politicamente anche Tridico, direttore rimosso dell’INPS. Si vuole condannare il passato che i neofiti del potere identificano con la sinistra.

Cominciano, intanto, le proteste per l’interruzione del reddito di cittadinanza, che esiste ovunque in Europa per combattere la miseria. Noi lo consideriamo assistenzialismo, per gli europei, invece, è carità. Stiamo dando tante agevolazioni ai benestanti, quindi almeno qualche briciola diamola anche alla povera gente. Ci farà meritare indulgenze plenarie, che un giorno ci saranno utili, dato che ci professiamo cattolici, seppure dalle continue trasgressioni. Però il governo, pur temendo che le manifestazioni si ingrandiscano e si estendano da Napoli, dove sono nate, ad altre città, non cambia idea. È inevitabile che la povertà costringa chi è disperato a delinquere e procurerà alla comunità un costo maggiore del reddito di cittadinanza. Perché aumenteranno i furti di auto e quelli degli appartamenti, a beneficio dei ricettatori che, chissà come mai, non vengono mai individuati. Tanto più data la gravità di questo momento in cui Confindustria denuncia un rallentamento dell’economia, mentre il governo millanta una continua crescita. Intanto, la benzina continua ad aumentare. Sulle autostrade è arrivata a 2.5€ al litro. Mai questi prezzi nel passato. Un primato della destra sovranista.

Secondo il ministro della Difesa e cofondatore di FdI Crosetto, il parlamento è pigro, dovrebbe lavorare di più soprattutto in tempo di riforme. Deputati e senatori hanno, però, la sensazione, non proprio sbagliata, che a esautorarlo sia il governo che vuole invadere anche la sfera legislativa con i decreti legge. Inoltre, con la prossima riforma costituzionale per l’elezione del Capo dello Stato – barattiamo con la Lega i voti necessari in cambio di quelli per l’autonomia regionale differenziata – deputati e senatori conteranno sempre meno. Quindi sarà un lavoro riposante, che inaugurano sin d’ora.

Sconvolgenti le prime indagini della difesa di superstiti e deceduti nella tragedia di Cutro che causò un centinaio di annegamenti, la metà dei quali bambini. Alcuni testimoni affermano che il natante naufragato era seguito da elicotteri della guardia costiera. Dice un afghano che ha perso moglie e tre figli: “Ci hanno osservati a lungo, ma poi nessuno è venuto in nostro soccorso”.
Adesso, sull’esempio di Faïed, che perseguita i migranti, per guadagnarsi i 105 milioni che l’Europa gli ha elargito perché proteggesse le coste italiane dalle migrazioni, i tunisini hanno ripristinato la pirateria. Alcune imbarcazioni di clandestini sono state speronate per rubare agli occupanti soldi e cellulari, oltre che il motore del natante. Chi è riuscito a fuggire l’ha raccontato alle autorità italiane. Ma di chi è rimasto senza motore e alla deriva non si hanno ovviamente notizie perché sono morti di fame e sete o annegati.
In un liceo di Burg, nel Brandeburgo, un tempo Germania Est, dove il partito AFD di estrema destra è in crescita esponenziale, alunni e insegnanti prevaricano stranieri, gay e chiunque contesti le nostalgie naziste. Un Prof di storia e una di matematica non hanno solo dovuto lasciare la scuola, ma addirittura la città con le rispettive famiglie perché ormai l’atmosfera era diventata per loro invivibile.

Putin non fa più mistero della sua decisione di occupare manu militari i paesi un tempo satelliti dell’URSS, che secondo lui appartengono di diritto alla Grande Madre Russia. Quindi, si prevede un ampliamento della guerra o un inasprimento di quella esistente. Da qualche giorno, infatti, crescono le preoccupazioni dei polacchi e dei tre paesi baltici. Lo squadrone Wagner di Prigozhin è schierato lungo i 65 km del corridoio Suwalki, una striscia di terra extraterritoriale a cavallo del confine tra Polonia e Lituania, che serve a collegare l’enclave russa di Kaliningrad con la Bielorussia.

Purtroppo nella bozza di legge della riforma fiscale, che non piacerà all’Europa e forse neppure alla Corte Costituzionale, quasi tutti gli emendamenti sono a favore dei contribuenti che hanno debiti col fisco. Salta il pignoramento automatico delle somme sui conti correnti. Vengono eliminate le sanzioni penali per le imprese che aderiscono all’adempimento collaborativo. È previsto anche un regime di rientro agevolato per chi riporta in Italia capitali che teneva illegalmente all’estero. Secondo le opposizioni, tutta la legge prevede misure per evitare che possa essere perseguito chi presenta dichiarazioni infedeli ed evade le tasse. Come mai? Qual è il vantaggio per lo stato? Perché non seguire – se siamo davvero post fascisti -l’esempio di Mussolini, che era un uomo onesto?

Nell’Italia dei falsi si possono comprare diplomi di maturità a 10mila euro. E forse anche una laurea con qualche spicciolo in più. Regalo della vedova Moratti quand’era ministro dell’istruzione che legalizzò tante università private che non danno garanzie di serietà. Migliaia d’ignoranti ne comprano per fare carriera. S’incrementerà il turismo a discapito del nostro prestigio perché verranno ad acquistarle da fuori, come un tempo il Trota e altri ignoranti andavano in Albania.

Seppure Lega e Forza Italia perdono qualche decimale, nei sondaggi Fratelli d’Italia mantiene il 30% dei consensi. Scende pure l’indice di apprezzamento del governo, che raggiunge il livello più basso dal 22 ottobre 2022, quando s’insediò. Tra i leader il solo a registrare un sensibile calo di tre punti sull’indice di gradimento è Salvini. Ma lui non si dà per vinto e ripropone di aumentare il limite di velocità in certi tratti di autostrada nei quali, secondo lui, è possibile andare oltre i 130 km/h. Qualcuno gli avrà fatto credere che le proposte insensate fanno aumentare i consensi e ricuperare i voti perduti. Ma non si accorge che, invece, ne perde continuamente? Come mai i leghisti lo lasciano fare? È mai possibile che non abbiano nessun altro con cui sostituirlo? Si sta estendendo ovunque la crisi di leadership.

Cesara Buonamici, 66 anni, termina la carriera come opinionista del Grande Fratello, e non se ne vergogna perché a chiederglielo è Piersilvio in persona. Ma non si preoccupi, Signora, ci vergogniamo noi per lei. Queste trasmissioni sono un insulto ai poveri telespettatori che diventano sempre più ignoranti. Sono 40 anni che seminano superficialità e disfattismo, per qualche milione di euro in più. Arriva un’età, Cesara e Piersilvio, in cui si deve recuperare la dignità perduta. Basta fare soldi, la carriera è finita. Quattro miliardi di euro sono sufficienti. Queste trasmissioni sono la vergogna del nostro paese. Pensiamo alla cultura e al futuro dei nostri figli. Per esempio, una discesa in politica del delfino del caro estinto avvenga con una proposta finora improbabile in quest’Italia. In un’epoca di capitalismo esasperato – la miseria non potrebbe stare meglio di com’è, va a gonfie vele – sarebbe opportuna una riforma del capitale.
Ovviamente con l’aumento della povertà crescono i miliardari. Secondo la classifica di Forbes, che ne tiene il conto, in Italia nel 2023 ce ne sono 69, cinque in più dell’anno scorso. L’incremento della ricchezza, essendo equivalente a quello della povertà, bene ha fatto il governo a togliere il reddito di cittadinanza, così i miliardari il prossimo anno saranno in numero maggiore.

Gentilissima Premier, non prenda esempio da Franceschini e Fratoianni, che, a loro rimorchio, fanno eleggere le mogli in Parlamento. È politicamente immorale, anche se entrambe hanno studiato. Io mi preoccupo quando lei li critica, ma non per comportamenti come questi, che meritano di essere biasimati. Quindi mi nasce il sospetto che anche lei, come ha già fatto col cognato, abbia intenzione di sistemare come legislatori il resto della famiglia, che per fortuna non è numerosa. Voci ricorrenti indicano sua sorella Arianna candidata al Parlamento Europeo. C’è qualche altro familiare da sistemare? Il simil-marito non più diritto di altri di fare il senatore? È proprio questo il mandato degli elettori? Anche perché, i parenti già testati, non mi sembrano particolarmente dotati.

Forse dovremmo pensare in modo più obiettivo perché con la faziosità che ci guida, prima o poi andremo a sbattere, come a tutti è accaduto finora. Zaki è un giovane egiziano che avevamo adottato. Studia in Italia e, essendo cristiano copto, nel suo paese musulmano viene perseguitato e addirittura incarcerato, processato e condannato. Noi, sedicenti protettori dei diritti umani, ci siamo dati da fare con la nostra diplomazia per negoziare la grazia col dittatore. La ottenemmo, infatti Zaki è libero. Ma non del tutto. Lo sciocco avrebbe dovuto accettare di volare con l’aereo di Stato e posare in foto con la Premier, come il leone abbattuto per dimostrare l’abilità del cacciatore e immortalarne la potenza.
Invece, Zaki, uomo ammirevole che vuole mantenere la propria indipendenza e neutralità, rinunciò a entrare in Italia sul tappeto rosso e, dopo avere ringraziato tutti, preferì prendere un volo Egyptair in classe turistica e non passare neppure da Roma per la foto-trofeo. Da quel momento, però, diventa un ingrato, maleducato, addirittura uno di sinistra, che è l’infamia peggiore. Può darsi addirittura che fosse davvero colpevole e meritasse la galera. Mentre noi ingenui abbiamo convinto quel brav’uomo di Al Sisi a graziarlo.
Adesso c’è chi mette in dubbio, come per Don Ciotti e Saviano, il suo diritto di risiedere in Italia. Non è bello, né civile e neppure fascista. Ricordiamoci ogni tanto che, oltre agli elettori, c’è il mondo intero che ci guarda. Quei signori che andiamo baciando a Bruxelles, a Washington e altrove, ci usano quando gli serviamo, ma non ci stimano. E i loro sudditi ci giudicano, come al tempo del “bunga bunga”. Forse anche peggio.

Fioravanti e Mambro non rappresentano il fascismo, né il post fascismo e neppure Fratelli d’Italia. Sono assassini, comunque la pensino. Certo, potrebbero essere innocenti, come qualsiasi altro condannato; è già successo. Ma secondo la giustizia dello Stato e convinzione ribadita del Presidente della Repubblica, sono colpevoli. Come il romanista che accoltella l’avversario laziale – o viceversa – non rappresenta la Roma o la Lazio. È un delinquente e basta. La Russa, più maturo, colto, evoluto, che ricopre un ruolo istituzionale di particolare responsabilità, l’ha capito, nonostante sia certamente più fascista di chiunque altro. La Premier, invece, ancora no, seppure il suo ruolo non sia inferiore. Non è stata baciata dalla grazia di Stato. Purtroppo s’incaponisce a giustificare e difendere chiunque sia suo correligionario, qualsiasi delitto risulti abbia commesso. E non si reca alla Stazione di Bologna per commemorare la strage del 2 agosto 1980, quando morirono 85 innocenti in un attentato terroristico vigliacco. Non ci resta che aspettare pazientemente. Prima o poi crescerà anche lei.

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