“RICORDATEVI DEL POVERO FORNARETTO”

“RICORDATEVI DEL POVERO FORNARETTO”

di Guido di Massimo

     Leggenda vuole che nel ‘500 nella Repubblica di Venezia fosse stato condannato a morte un giovane innocente fornaio ingiustamente accusato di omicidio, e che dopo, riconosciuto l’errore giudiziario, si impose che prima di ogni processo penale i giudici fossero ammoniti con le parole “ricordatevi del povero fornaretto”.
    Quello che secondo leggenda avvenne 500 anni fa nella Repubblica di Venezia è molto vicino alla proposta che sta discutendo il Parlamento sull’istituzione di una “Giornata nazionale in memoria di Enzo Tortora e delle vittime degli errori  giudiziari”, da celebrarsi il 17 giugno di ogni anno. Il 17 giugno, perché fu in quel giorno del 1983 che Enzo Tortora fu arrestato iniziando il suo calvario di innocente, accusato da pubblici ministeri superficiali di appartenere alla Nuova Camorra Organizzata; pubblici ministeri innamoratisi delle loro tesi accusatorie suffragate da pseudopentiti in cerca di sconti di pena che accontentavano i PM raccontando quello che essi amavano sentirsi dire. Fu condannato a dieci anni di reclusione e assolto tre anni dopo da un giudice coraggioso per “non aver commesso il fatto”, assoluzione confermata dalla Corte di cassazione nell’87. Tortora morì l’anno successivo. Senza quel calvario sarebbe vissuto più a lungo.
    Purtroppo, la proposta di legge è osteggiata da una parte della magistratura e da una parte delle forze politiche che sembra sostengano il dogma dell’infallibilità della magistratura. La fallibilità è invece costante in ogni attività umana e ricordarlo, come monito di umiltà e invito a maggior cautela nell’innamorarsi delle proprie tesi accusatorie ma piuttosto a metterle in dubbio, è saggio e doveroso.
    E sarebbe bene anche considerare che, statisticamente parlando, ci sono sempre innocenti in carcere. Innocenti colpiti da “fuoco amico”, come avviene anche nelle battaglie. Ce ne saranno sempre, ed è bene ricordarsene. Anzi, forse, prima di ogni processo penale sarebbe opportuno, parafrasando il “ricordatevi del povero fornaretto”, ammonire i giudici con un “ricordatevi di Enzo Tortora”.

Immagine generata con IA (Google Gemini)

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